(Fonte: avevilemiestesseeidenticheossa, via howlongmustyouwaitforhim)
Un giorno lui mi disse «Guarda e non parlare, per favore». Era sempre stato un ragazzo educato, Garrett. A modo suo, a dire il vero, ma un per favore non lo negava mai a nessuno.
Dicevo che mi son messo lì a guardarla, in silenzio, e Cristo, mi è mancato il fiato: era un angelo.
C’era il suo sorriso bianco, bianco luce, bianco candeggina, bianco come ci si immagina il bianco più bianco che ci sia. I suoi capelli, lunghi fino alla vita, luminosi (lanciavano dei lampi, quasi). La vita, sottile quasi invisible, strizzata dentro un vestitino giallo tutto balze e merletti. Le gambe magre e lunghe, pallide come il sole guardato a occhi nudi, fasciate da un paio di calzini bianchi dal ginocchio. Tutto in lei urlava “non sono mai stata baciata, non sono mai stata baciata, non sono mai stata baciata!” eppure a guardarla da vicino aveva delle labbra esemplari, dovevo ammetterlo: rosse quasi rosa, carnose e screpolate.






